Il potere della Rabbia

La Rabbia, sempre più spesso ci accorgiamo di quanto la “classificazione” tra emozioni positive ed emozioni negative, che è appartenuta dalla notte dei tempi alla specie umana, oggi più che mai sia superata e non più presa in considerazione.

Le moderne ricerche anche sul piano medico e psicologico hanno mostrato la funzione determinante delle emozioni nel contesto di vita di ciascun essere vivente, aspetto che oggi più che mai sta assumendo una connotazione fondamentale, tanto che è ormai assodato quanto l’Emozione sia il grande motore che ci guida nelle decisioni e nelle azioni, più ancora dell’aspetto cognitivo e mentale. Potremmo quindi considerare l’emozione, in qualsiasi accezione, come un faro che illumina la via, che fornisce un contributo essenziale al nostro modo di essere, di porci nel mondo, di relazionarci con il mondo circostante.

Emozioni

Oggi più che mai è fondamentale comprendere quanto le emozioni siano fondamentali nella vita di ognuno di noi, qualsiasi forma o “etichetta” prenda, semplificando, non possiamo definire che sia “meglio” essere felici piuttosto che arrabbiati o tristi, tutto dipende dal momento che stiamo vivendo. Ci sono situazioni in cui la rabbia o la tristezza sono più adeguate della gioia, quindi non possiamo “alienarci” dal sentire. Le emozioni, secondo una prospettiva etologica (non dimentichiamoci che siamo animali, umani ma pur sempre animali), sono viste come un meccanismo che “salva la vita”. Provate a pensare ad una mamma leonessa che, proteggendo i cuccioli, si imbatte in predatori. La rabbia che proverà le permetterà di agire in maniera anche superiore rispetto alla sua forza in una situazione nella norma, permettendole più facilmente di difendere la prole. Ecco il punto: essere in grado di lasciarsi attraversare da ogni emozione che si vive è l’insegnamento migliore che possiamo prendere in considerazione, è salvifico ed è la chiave verso la realizzazione profonda del Sé.

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Relazioni

Se esistono emozioni da cui è più semplice lasciarsi attraversare, altre sono ancora oggi considerate con un’accezione “negativa”, come se fosse meglio allontanarsi dal sentire in alcuni contesti. La rabbia è certamente tra le emozioni più contrastate. Provate a pensare a quando eravate bambini e sembrava esistere l’equazione “rabbia = non va bene”, come se già da piccoli non fossimo autorizzati a sentire la rabbia, viverla e manifestarla, che si traduce in un’inibizione dell’agito emotivo, come se venisse messo “un tappo” che non permette la libera espressione dell’emozione. Ovviamente siamo esseri sociali in un mondo di relazioni e non possiamo non considerare l’aspetto della libertà personale, che termina dove inizia quella dell’altra persona, quindi essere arrabbiati non può autorizzarci a ledere la libertà altrui, ma questo non significa che l’emozione “rabbia” vada messa a tacere, vada inibita.

Nuovi paradigmi

Desidero ribaltare il paradigma, il modo di vedere la rabbia, che va osservata come una tra le emozioni potenzialmente più produttive e trasformative. Sembra assurdo vista così, ma è la realtà. Insita nella rabbia c’è una forza creatrice che chiede di essere trasformata, come se diventassimo alchimisti, che dobbiamo sintetizzare questo “magma” interiore, questo vulcano che erutta nella pancia, in qualcosa di produttivo, utile, efficace. Il punto è questo: non possiamo inibire la rabbia, ma vivendola, ascoltandola e accogliendola in maniera incondizionata, possiamo fare in modo che essa diventi “costruttiva”, non “distruttiva”. Se dovessimo tradurre il concetto con una metafora, la rabbia non ha bisogno di “urlare a voi stessi” se realmente la ascoltate, le basta sussurrare per agire. Ecco che quindi, “stare nella rabbia” vi permette di non distruggere, ma di costruire, con un carico di energia maggiore rispetto a situazioni di quotidianità.

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Pratica della trasformazione

Ma come si impara a “stare nella rabbia”? Come è possibile trasformare la rabbia in grinta ad agire, a compiere il primo passo nella direzione del Sogno, di ciò che desideriamo realmente, profondamente? Proviamo a scoprirlo in cinque semplici mosse, anzi, sei.

1. Riconosci l’innesco

Quando si vive un’emozione come la rabbia, spesso inneschiamo il “pilota automatico”, una sorta di reazione immediata e non pensata, senza andare a comprendere quale sia stato l’innesco. riconoscere quale sia stato il meccanismo è certamente importante per fare chiarezza dentro di sé, significa “arrabbiarsi consapevolmente”. come si fa? attraverso la scrittura costante di un diario emozionale. Ogni volta che vivi un’emozione in una situazione, prenditi il tempo per scriverlo, annotarlo, ferma il mondo intorno a te e imprimi su carta cosa ti è successo e come ti sei sentito. E’ un esercizio semplice e potente di consapevolezza.

2. Riconosci la manifestazione emotiva

Come reagisce il tuo corpo quando stai provando un’emozione? Cosa succede quando ti arrabbi? Quali meccanismi scattano nel corpo?Senti cambiamenti a livello di battito cardiaco o di tensione muscolare? La tua postura come si modifica? La voce e il suo tono si alterano? come si fa? Fermati e chiediti quale è il primo segnale corporeo che riesci a percepire.

3. Fai un passo (o due!) indietro

Nel momento in cui l’innesco automatico si attiva, passa circa un quarto di secondo prima che il corpo inizi a rispondere. Quello è il punto di trasformazione alchemica della rabbia. In questa fase si può decidere se agire la rabbia in maniera propositiva e costruttiva, oppure distruttiva, come si fa? Esercizi di centratura corporea, si può aspettare ad agire e fare dei bei respiri profondi, ad occhi chiusi, portando l’attenzione all’aria che entra e che esce dal corpo. Oppure soffermati su un oggetto che hai vicino e perditi nei dettagli. Questo serve per “decentrarsi dal Sé” e scegliere il modo più efficace di agire questa rabbia.

4. Cambia prospettiva

Osserva la situazione dall’esterno, in modo neutrale. E’ un’esperienza molto complessa ma altrettanto appagante e utile. come si fa? Immagina di essere seduto nella platea di un cinema. Osserva il film che passa sullo schermo, che può anche essere muto se preferisci, ma guarda la situazione come se non fossi coinvolto, non sei un attore del film, ma uno spettatore.

5. Occhi nuovi, manifestazione nuova

Manifestiamo la rabbia quasi sempre nello stesso modo perché non abbiamo esplorato le infinite possibilità di azione. come si fa? Spezza le abitudini. Prova a non reagire, ma ad agire in maniera opposta rispetto al solito, scoprirai aspetti di te che non avevi mai preso in considerazione.

6. Ri-caduta

ricadere nelle vecchie dinamiche significa avere la possibilità di maturare nuove esperienze. Osserva ogni ricaduta come una meravigliosa possibilità di apprendimento, di crescita, di stimolo. come si fa? Fermati e chiediti cosa ha questa situazione da insegnarti. Scoprirai il potere di ogni emozione, ma avrai la possibilità, seguendo questi semplici step, di accedere al potere creativo ed evolutivo della rabbia, che come ogni “emozione” porta “movimento”, azione. Puoi scegliere quindi di agire la tua rabbia in maniera distruttiva o costruttiva, ogni volta che riesci a “costruire” o donarti nuovi inizi, celebra il risultato, festeggia, fatti un regalo... celebra la tua rabbia... ha molto da insegnarti e da dirti...

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