Green Therapy, la natura che cura

Non è più soltanto un’ipotesi, ma molte evidenze scientifiche ci suggeriscono che il contatto con le piante, i boschi, gli animali, i paesaggi incontaminati sono un modo per guarire e guarirci.

Conosciuta anche come ecoterapia o natura terapia, la green therapy, letteralmente ‘terapia verde’, è l’applicazione pratica di una disciplina emergente l’ecopsicologia, come è stata sviluppata da Theodore Roszack. Si basa sul principio che ogni essere vivente fa parte di una rete e che la psiche non è affatto separata dall’ambiente circostante. L’ecopsicologia fa suoi infatti due ipotesi scientifiche che sono l’ipotesi Gaya e il cosiddetto principio antropico.

L’ipotesi Gaia

Formulata da James Lovelock negli anni ’60, uno scienziato che lavorava per la Nasa, Lovelock in uno studio scientifico sull’attività solare si era reso conto che nel corso degli ultimi secoli l’attività del Sole era aumentata, ma la temperatura sulla Terra non era aumentata di conseguenza. Come poteva essere? L’unica spiegazione, confermata anche da altri studi, è che la Terra si comporti come un unico organismo vivente, in grado di regolare la sua temperatura, esattamente come facciamo noi quando sudiamo stando al sole, il sudore ci consente di mantenere una temperatura stabile.

L’ipotesi Gaia è andata molto al di là in realtà delle aspettative di Lovelock che è stato uno dei massimi profeti del disastro ambientale… tutti gli studi relativi alle immissioni di gas serra, il buco nell’ozono, l’inquinamento, hanno prodotto modelli in cui il disastro climatico avrebbe dovuto già accadere. Se è vero che il nostro pianeta per colpa nostra ha la febbre, è anche vero che il bioma in qualche modo reagisce, nel suo insieme, per mantenere la temperatura stabile.

Il principio antropico

Enunciato da Brandon Carter nel 1973, è stato coniugato in due modalità, forte e debole: Dobbiamo tenere presente il fatto che la nostra posizione [nello spazio e nel tempo] è necessariamente privilegiata, in quanto compatibile con la nostra esistenza di osservatori

» (cosiddetto Principio antropico debole)

«L’universo (e di conseguenza i parametri fondamentali che lo caratterizzano) dev’essere tale da permettere la creazione di osservatori all’interno di esso a un dato stadio [della sua esistenza]» (Principio antropico forte)

Nella sua formulazione forte, l’universo in quanto tale deve permettere l’esistenza di osservatori che siano cioè consapevoli in qualche modo di quello che osservano.

L’Universo quindi è organizzato per percepirsi e in qualche modo conoscersi.

Se prendiamo la terra come organismo vivente, noi siamo l’equivalente del sistema nervoso e ci comportiamo come tali.

Meditazione nella natura: la gratitudine

Joanna Macy afferma che un primo modo che abbiamo per entrare in connessione con la Natura e con la Terra è quello della gratitudine. Possiamo accostarci alla natura pensando a quanto le dobbiamo essere grati per la nostra esistenza.
“Abbiamo ricevuto un regalo inestimabile. Essere vivi in questo splendido universo che si è organizzato da sé, partecipare alla danza della vita con sensi che la percepiscono, polmoni che la respirano, organi che ne traggono nutrimento, è una meraviglia indescrivibile.” (Joanna Macy –Coming back to life)
Un semplice esercizio è quello di immaginare di essere un punto fuori dal tempo e dallo spazio. Questo ci può aiutare a fare un passo indietro e dopo una breve meditazione, ricordare che cos’è che amiamo del vivere su questa Terra.
Scriviamolo su un foglio e poi torniamo in meditazione e focalizziamoci su ciò che ci piace del nostro essere umani del pianeta Terra.
Scriviamo anche questo e infine meditiamo su quello per cui vogliamo essere grati nell’essere noi stessi.
La gratitudine è un primo piccolo passo verso la riconnessione.

Riconnessione con la natura

Il primo step è la riconnessione con l’ambiente naturale. Pioniera di questo lavoro è Joanna Macy che nel suo libro Coming Back to Life: Practices to Reconnect Our Lives, Our World, fa un riassunto del suo lavoro di ‘riconnessione’, praticato per decenni. Portare le persone di nuovo in contatto con il loro ambiente, scavalcando l’idea cartesiana che noi e l’ambiente siamo due cose separate: l’uomo, come direbbero gli esistenzialisti, è presenza nel mondo innanzitutto. Questo essere nel mondo ci dice tutto sull’uomo, il mondo è l’uomo. Se abitiamo in un mondo inquinato è perché la nostra stessa psiche è inquinata e il mondo non è che una rappresentazione su scala gigante di quello che c’è dentro di noi.

Le sperimentazioni scientifiche

L’Università dell’Essex si occupa specificatamente di studiare gi effetti dello stare in natura sulla salute e ha avviato numerosi studi che hanno dimostrato sia gli affetti benefici su persone sane, per esempio aumentare l’autostima, sia effetti terapeutici su persone che soffrono di patologie mentali o di malattie fisiche.

La formazione in Italia

La più importante scuola di Ecopsicologia italiana è Ecopsiché, con sede principale a Lecco e una sede distaccata in Sardegna. La scuola offre percorsi di ecotuning, ecocounseling e greencoaching e può essere seguita anche a distanza.

Per ulteriori info: www.ecopsicologia.it

UN TERMINE OMBRELLO

Oggi sono molte le discipline che propongono una ‘riconnessione’ con l’ambiente. Green Therapy è diventato un termine ombrello che indica però ambiti specifici.

Ecotuning

E’ l’aspetto pratico di chi mette in atto una riconnessione. L’ecotuner, per riprendere una delle definizioni di una delle maggiori scuole di ecopsicologia in Italia, Ecopsiché, legata alla IES (International Ecopsychology Society), è un facilitatore della riconnessione con la natura , formato in Ecopsicologia Applicata in una Scuola IES. Le conoscenze acquisite dall’Ecopsicologia vengono integrate dalla sua formazione di base (psicologia, counseling, educazione ambientale, ecologia, formazione o altro) e dalla creatività.

Ecocounseling

È una declinazione del counseling il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza nei momenti di crisi e di transizione offrendo uno spazio di ascolto e di riflessione.

L’ecocounseling non è una terapia, ma significa ‘aiutare le persone a stabilire un dialogo con la loro natura interiore, che predispone a una miglior relazione anche con la natura esteriore’. Il lavoro di Eco Counselor può avvenire anche indoor, ma l’ecocounselor è sempre anche un ecotuner.

Ecoterapia

È la parte specificatamente terapeutica della green therapy, rivolta in particolare a persone che hanno problematiche di tipo psicologico.

L’ecoterapeuta è quindi uno psicoterapeuta che si avvale dell’ausilio della natura e delle tecniche di ecotunig per ‘curare’ una persona che soffra di disturbi psichici.

Molti studi hanno dimostrato che la connessione con la natura, anche il semplice stare in un ambiente incontaminato come quello di un bosco faciliti il processo di guarigione psichica e fisica.

Green Therapy, la natura che cura

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