A scuola di Tarocchi gratis

A scuola di Tarocchi gratis: Una carta al giorno...L’estrazione di una carta al mattino appena svegli ci aiuta ad affrontare la giornata con consapevolezza e dà sorprese eccezionali.

È un metodo semplice e veloce che potete tranquillamente svolgere al mattino appena svegli, vi basteranno pochi minuti per raccogliervi un attimo in voi stessi, mescolare i 22 Arcani e alla fine estrarne uno. Potete prendervi tutto il tempo che vi occorre naturalmente, anche perché la carta estratta sarà sempre quella più idonea e rispondente alla vostra giornata. Il mio consiglio è quello di annotare su un taccuino o un’agenda le carte che estrarrete quotidianamente. Troverete interessante notare come sovente compaia, per due o più giorni consecutivi, la stessa identica carta. Semplicemente essa rappresenta dinamiche che state vivendo in quei determinati giorni. Provate ad osservarvi e a osservare la vostra vita e ciò che è emerso in quelle giornate ove la carta estratta restava la stessa. Rimarrete sorpresi, credetemi. Vi posso raccontare il caso di un ragazzo che segue i miei tutorial e che da poco tempo ha iniziato un percorso di studio dei Tarocchi. Mi ha confidato di aver estratto per tre giorni consecutivi la carta del “Matto” che oltre a rappresentare il Tarot stesso, indica la ricerca interiore e spirituale, il bisogno di seguire gli impulsi dell’Anima, ma in particolare il percorso o direzione da intraprendere e la grande intensità ed energia profusa nel seguire tale impulso. Nel caso del mio amico, il “Matto” rappresenta perfettamente quello che sta vivendo e la grande energia che egli sta investendo nello studio e nella pratica dei Tarocchi.

La via dei Tarocchi

la via dei tarocchiOltre alla Carta del Giorno, esistono altri esercizi da effettuare con un solo Arcano. Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa (dei quali ebbi l’onore di seguire i seminari), nel loro libro “La via dei Tarocchi”, indicano diversi esercizi, per i quali vi rimando a tale testo. In questo articolo, vorrei proporvi ciò che ho maturato personalmente in anni di studi e di esperienze. Ho trovato estremamente funzionale per me e per i consultanti fare un tipo di esercizio nato da una mia riflessione sull’Arcano dell’Innamorato e che io chiamo “PIACERE DISPIACERE”.
L’Innamorato rappresenta la scelta, oltre che all’Amore e al Piacere. Nella sua simbologia di Piacere, esso ci indica tutto ciò che ci piace o che non ci piace ed è da questa tematica che procederemo durante questo esercizio.
Possiamo “scegliere” ciò che ci attrae o che non ci attrae. Come nella vita.
Nel nostro quotidiano siamo chiamati a compiere continuamente delle scelte, a partire da quelle più semplici e banali, come la scelta mattutina dell’abito da indossare durante il giorno a decisioni ben più complesse e sofferte, ma una cosa è certa: sentiremo sempre attrazione o repulsione verso tutto ciò che ci circonda.
Con questo stesso principio impareremo ad osservare le carte dei Tarocchi e ad ascoltare dentro di noi nel tentativo di comprendere cosa ci attrae o cosa ci turba di una determinata carta.

Alcuni esempi di Lettura dei Tarocchi

tarocchi la carta della papessa LA PAPESSA Cosa mi piace o non mi piace della Papessa?
Mi piace perché è colta, saggia, intelligente, materna, competente, spirituale, perché mi ricorda la nonna, perché amo le suore, perché insegna e sa quello che fa, eccetera…
Non mi piace perché è statica, inattiva, non agisce, subisce, è frigida, fredda, gelida, mi ricorda mia mamma, non si gode la vita, non si lascia andare, è spocchiosa, intellettualmente e spiritualmente snob, eccetera…

tarocchi la carta il soleIL SOLE Cosa mi piace o non mi piace del Sole?
Mi piace perché mi dona allegria, mi ricorda l’estate, le vacanze al mare, gli amici, la gioia e le risate, mi fa pensare ai miei bambini, alla mia relazione, eccetera…
Non mi piace perché brucia, brilla per oscurare gli altri, è egoista, pensa solo a sé stesso, mi ricorda una persona che vuole sempre essere al centro dell’attenzione, ride sempre e per nulla, pensa solo a divertirsi, eccetera..

l'eremitaL’EREMITA Cosa mi piace o non mi piace dell’Eremita?
Mi piace perché è saggio, illuminato, sapiente, colto, preparato, riflessivo, ha esperienza, è un terapeuta, sa trovare le soluzioni, eccetera…Non mi piace perché è vecchio, freddo, distante, antico, superato, depresso, malato, burbero, solitario, asociale, spocchioso, eccetera…

Osservazione e ascolto di sé

Ognuno vede riflesso nella carta, tutto ciò che vive e che ha vissuto. L’Arcano non custodisce una realtà unica ed assoluta, ma racchiude anche quello che noi gli vediamo riflesso. Ecco come i Tarocchi diventano un’interfaccia simbolica del nostro mondo. Avrete notato, attraverso questi tre esempi, come sia piuttosto semplice effettuare l’esercizio. La cosa importante è osservare la carta in tutti i suoi dettagli e mettersi in ascolto di sé stessi. Cosa ci suscita la carta? Quali sono le figure, le caratteristiche o i dettagli che ci piacciono e invece quali ci spaventano o turbano? Quali emozioni sentiamo nascere in noi quando osserviamo il Diavolo? O la Giustizia? O quando osserviamo i cavalli del Carro? E così via… Annotatevi tutto ciò che ogni Arcano vi suscita in senso attrattivo e repulsivo. Cosa vi attrae e cosa vi disgusta e cercate di trovare una risposta dentro di voi.

Facciamo un esempio pratico con la carta della Luna.

L’osservatore è un ragazzo che confessa di non riuscire a comprendere la carta della Luna. Prova per essa grande curiosità e desiderio di fusione e conoscenza, ma allo stesso tempo non sa come accoglierla e comprenderla. Vorrebbe indagarla e “scoprirla” nelle sue sfaccettature simboliche, ma essa gli appare misteriosa e distante, onirica e confusa. Indefinita e lontana. La Luna suscita nel ragazzo una serie di contrastanti emozioni. Sentimenti di ammirazione e attrazione alternati a sensazioni di impotenza, timore, confusione e solitudine. Egli ama la natura e gli animali, verso i quali prova un grande trasporto, tuttavia le profondità degli abissi (grande specchio d’acqua nella carta) lo spaventano e lo inquietano, riportandolo a quel mistero che è la Vita stessa. Egli avverte nella Luna tutta la sensibilità e l’incomprensione che sente caratterizzare la sua esistenza. Si sente incompreso e non sa come gestire la sua delicata sensibilità. Le emozioni a volte prendono il sopravvento portando il ragazzo a reazioni istintive (i due cani) e emozionali (specchio d’acqua) che sovente sfociano in conflittualità. Alla mia domanda sul rapporto con sua madre, egli risponderà di averla persa durante l’infanzia e di conseguenza di non conoscere, proprio perché non vissuta; la dinamica madre e figlio. Da qui si evince come la perdita della madre (di cui la Luna è simbolo) si sia espressa nel ragazzo attraverso la difficoltà che egli provava nel tentativo di comprendere questo Arcano. Allo stesso tempo affiora la consapevolezza che la Luna risulti ora più vicina e comprensibile, proprio grazie al fatto che sia emersa una risposta a tale istanza.

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